Note conferenza stampa 14 settembre 2020

PREMESSA

Insisto ancora una volta su come sia indispensabile che la Regione Veneto abbia la volontà, finora mai dimostrata, di procedere alla piena applicazione della Legge regionale 25/2014 che conferisce alla Provincia di Belluno “forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria” attraverso il trasferimento delle competenze e risorse.
Deve essere rivista la Legge 56/2014, per l’elezione diretta degli organismi e all’attribuzione di funzioni, risorse strumentali e finanziarie con particolare riguardo alle province interamente montane, già riconosciute dalla legge stessa;

È urgente procedere al riordino della governance territoriale, con riguardo a nuove relazioni tra i livelli Istituzionali, gli enti locali e la Provincia di area vasta.

RICORDO CHE

Che la legge 56/2014 (Delrio – capogruppo del Partito Democratico alla Camera ) disciplina le province con funzioni di Area vasta riconosce la Provincia di Belluno interamente montana e confinante con stati esteri, attribuendole ulteriori funzioni fondamentali.

Mi voglio concentrare sullo sviluppo strategico.

Gli obiettivi su cui voglio lavorare, grazie alla piena applicazione della Legge regionale 25/2014 che conferisce alla Provincia di Belluno “forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria” sono proprio quelli di sviluppare l’economia, ridurre la disoccupazione (esistente e quella che dovremo affrontare nei prossimi mesi come conseguenza della deindustrializzazione da coronavirus).

Con quali strumenti:

  • Grandissima attenzione all’ambiente
  • Incentivi per un’agricoltura di qualità e remunerativa
  • Innovazione con i nuovi centri di eccellenza (che tanto abbiamo voluto e finalmente ottenuto grazie al lavoro proprio delle comunità locali bellunesi)
  • Economia circolare

Tutto questo per creare la più grande provincia autonoma basata sullo sviluppo sostenibile.

AMBIENTE E TERRITORIO

È necessaria una pianificazione sistemica, integrata per la messa in sicurezza dei nostri territori che sia programmazione per i prossimi 30 anni. Il cambiamento climatico è qui, oggi!
Bisogna smettere di lavorare sul quotidiano perché non si è capaci di guardare al futuro, perché si fa una politica di retroguardia.
Insisto su questo tema: è un problema culturale, chi basa tutta la sua politica, il suo consenso politico sul conservatorismo, perché è comodo e raccoglie i voti di chi ormai non ha un orizzonte stimolante davanti, non può nemmeno immaginare il futuro.
Serve aumentare la resilienza dei territori e attuare piani strategici per la mitigazione dei rischi naturali.Serve, soprattutto nel bellunese, una visione a lungo, lunghissimo respiro.

Basta al Regime di Emergenza. Vivere sulle emergenze porta voti perché l’attivismo ad ogni disgrazia fa credere ai cittadini meno accorti che ci sia qualcuno che li accudisce, che si preoccupa per loro. Senza accorgersi che se fosse stata fatta una manutenzione e una prevenzione quei “danni del maltempo” non ci sarebbero stati.

È possibile che ad ogni pioggia leggermente più intensa si interrompano strade statali, provinciali, comunali, ci siano versanti che franano, ci siano corsi d’acqua che esondano, allagamenti, dissesti vari?
Dobbiamo usare il differenziazione montagna, dobbiamo trattenere nel bellunese TUTTO il gettito dei sovracanoni idrici delle grandi derivazioni idroelettriche anziché lasciarli a disposizione di chi regala le acque per produzioni extraprovinciali.
Serve un piano di manutenzioni straordinario e D-E-F-I-N-I-T-I-V-O.

Io voglio che venga fatto da chi la montagna la conosce, voglio che sia fatto dai bellunesi, non appaltato a chi cerca solo il collaudo di un lavoro per incassare ma non ci mette ne passione ne entusiasmo. Chi utilizza manodopera sottopagata, subappaltata all’infinito. 

Questo piano straordinario sarà un’occasione unica per creare nuovi posti di lavoro e poi mantenerli attraverso piani in grado di assicurare la continuità viaria.

AGRICOLTURA

L’agricoltura è trainante l’economia del Veneto con oltre 100.000 aziende che fatturano oltre 6 miliardi di euro. Stiamo parlando del 10% del fatturato italiano.
Il bellunese è ricchissimo di varietà, specie e offerta agroalimentare e vinicola. Su questo si innesta il completamento dell’offerta cicloturistica in modalità slow.

Stiamo lavorando per rendere ancora più produttiva l’attività grazie alla sinergia tra coltivazioni tipiche locali, innovazione nella distribuzione ma anche andando a costruire delle nuove, forti relazioni commerciali.

I boschi hanno dovuto fare i conti negli ultimi mesi con due eventi che attualmente sono FUORI CONTROLLO e sono tra di loro legati:

 L’uragano Vaia, dell’autunno 2018, con le sue devastazioni a cui la Regione del Veneto stenta ancora a far fronte, e lo vediamo ogni giorno

  • Le infestazioni da bostrico dell’abete rosso e bostrico del pino, insetti, coleotteri, che si stanno diffondendo in maniera incontrollata devastando i nostri boschi. La campagna di raccolta informazioni continuerà, da parte della Regione del Veneto per tutto il mese di settembre. Ma è troppo tardi. Bisognava e bisogna intervenire subito per bloccarne la diffusione. La lotta contro il bostrico deve essere preventiva e consiste nel mantenimento di un buon stato fisiologico e fitosanitario delle piante  

Entrambi questi eventi sono di competenza regionale.
Una delega ai comuni attraverso l’autonomia provinciale avrebbe permesso un controllo ed una gestione del territorio più accurata, decisiva.

In tutta Italia e in Europa la Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ha lasciato ai negozi indipendenti un mercato residuale.

La concorrenza tra supermercati si basa esclusivamente sul prezzo, sull’abbattimento dei costi della logistica e utilizza le offerte sottocosto come unica strategia di competizione nei confronti dei consumatori.

A cascata i produttori non possono non cercare di abbattere costi ma specialmente marginalità.

Esiste una chiara e inequivocabile posizione di predominanza nel mercato da parte della GDO che se seduce da una parte i consumatori con offerte allettanti, dall’altra strangola i produttori.

Non bastasse la GDO, parliamo di quella italiana ma anche europea, scelgono i prodotti anche sulla base di strategie territoriali. È una contrattazione territoriale: io compro dai produttori del tuo territorio e tu mi lascio costruire nuovi punti vendita.

Il Veneto è stato per anni solo “ospitante” nuovi, inutili, spazi commerciali che non migliorano il servizio ai consumatori ma distruggono il tessuto della piccola distribuzione, del negozio indipendente e favoriscono solo le lotte intestine nella GDO.

Che sia chiaro: per ospitare i prodotti sugli scaffali la GDO chiede ai singoli produttori di versare un corrispettivo chiamato listing fee, una sorta di tassa per “mettere in evidenza il prodotto”.

Come se non bastasse organizza continue aste al ribasso.

In tutto questo la Regione può e deve fare molto.

Per questo motivo stiamo avviando con imprenditori, produttori, agricoltori, ma anche commercianti territoriali, operatori turistici un progetto che abbiamo chiamato “Alleanza Economica per Belluno” con lo scopo di disintermediare il più possibile e costringere la GDO a proporre i prodotti del bellunese senza la richiesta di listing fee e altre forme di concorrenza esasperata dovuta alla loro posizione predominante in Regione.

Non solo, ogni posto di lavoro nella GDO distrugge i posti di lavoro che equivalgono al reddito di molte famiglie.

È stupido quindi bullarsi di aver tagliato il nastro al nuovo supermercato che porterà 40 nuovi posti di lavoro junior (quindi a basso costo per chi assume) se poi , per colpa di quel meccanismo di concorrenza dimensionale, se ne distruggono 100 o 150 senior (che avranno difficoltà enorme di ricollocamento).
In Regione Veneto porteremo queste istanze: basta tagli di nastri e sorrisi di circostanza: ridare ai territori il valore di quello che producono.

Metteremo insieme chi produce, chi distribuisce, chi ospita in sinergia con Consorzi di Promozione Turistica 

 IL FUTURO

Il futuro non lo aspettiamo: lo creiamo.
Per questo motivo ho aderito all’invito di partecipare, per la parte di territorio e ambiente, allo sviluppo di un progetto nazionale che verrà presentato in autunno e che vede coinvolte finora una ventina di province.
Tra queste voglio che la Provincia di Belluno sia tra le prime che utilizzino questo nuovo modello di sostenibilità ambientale, cura del territorio e applicazione delle nuove tecnologie.