Note conferenza stampa 17 settembre 2020

INNOVAZIONE – LAVORO – SCUOLA 

PREMESSA
Insisto ancora una volta su come sia indispensabile che la Regione Veneto abbia la volontà, finora mai dimostrata, di procedere alla piena applicazione della Legge regionale 25/2014 che conferisce alla Provincia di Belluno “forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria” attraverso il trasferimento delle competenze e risorse.

Deve essere rivista la Legge 56/2014, per l’elezione diretta degli organismi e all’attribuzione di funzioni, risorse strumentali e finanziarie con particolare riguardo alle province interamente montane, già riconosciute dalla legge stessa;

È urgente procedere al riordino della governance territoriale, con riguardo a nuove relazioni tra i livelli Istituzionali, gli enti locali e la Provincia di area vasta.

RICORDO CHE

Che la legge 56/2014 disciplina le province con funzioni di Area vasta riconosce la Provincia di Belluno interamente montana e confinante con stati esteri, attribuendole ulteriori funzioni fondamentali.
Mi voglio concentrare sullo sviluppo strategico.

Gli obiettivi su cui voglio lavorare, grazie alla piena applicazione della Legge regionale 25/2014 che conferisce alla Provincia di Belluno “forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria” sono proprio quelli di sviluppare l’economia, ridurre la disoccupazione (esistente e quella che dovremo affrontare nei prossimi mesi come conseguenza della deindustrializzazione da coronavirus).

Con quali strumenti:

    1. Grandissima attenzione all’ambiente
    2. Incentivi per un’agricoltura di qualità e remunerativa
    3. Innovazione con i nuovi centri di eccellenza (che tanto abbiamo voluto e finalmente ottenuto grazie al lavoro proprio delle comunità locali bellunesi)
    4. Economia circolare

 

Tutto questo per creare la più grande provincia autonoma basata sullo sviluppo sostenibile.

INNOVAZIONE, LAVORO, SCUOLA

Le tre tematiche sono tra di loro fortemente connesse e per questo motivo, pur illustrandole singolarmente terrò un unico filo conduttore: quello del futuro.

INNOVAZIONE

È quello per cui lavoro da anni: dare opportunità a questo territorio grazie alle nuove tecnologie, al cambiamento dei sistemi di produzione (pensiamo all’industria 4.0).

Dobbiamo pensare ad un sistema di innovazione che valorizzi la specificità dei nostri territori, che integri la produzione, il turismo sostenibile, lo sviluppo delle imprese con maggiore possibilità di creazione e mantenimento di posti di lavoro.

Nel Bellunese abbiamo delle eccellenze, rimettiamole nella filiera dell’innovazione continua.

LAVORO

Il “dopo COVID” sarà devastante se la Regione Veneto non interverrà con strumenti di sostegno alle imprese, all’innovazione e al lavoro.

Per fare questo serve un progetto lungimirante.

Iniziamo con l’ambiente che abbisogna di molte attività.

È necessaria una pianificazione sistemica, integrata per la messa in sicurezza dei nostri territori che sia programmazione per i prossimi 30 anni. Il cambiamento climatico è qui, oggi!
Bisogna smettere di lavorare sul quotidiano perché non si è capaci di guardare al futuro, perché si fa una politica di retroguardia.
Insisto su questo tema: è un problema culturale, chi basa tutta la sua politica, il suo consenso politico sul conservatorismo, perché è comodo e raccoglie i voti di chi ormai non ha un orizzonte stimolante davanti, non può nemmeno immaginare il futuro.
Serve aumentare la resilienza dei territori e attuare piani strategici per la mitigazione dei rischi naturali.Serve, soprattutto nel bellunese, una visione a lungo, lunghissimo respiro.

Basta al Regime di Emergenza. Vivere sulle emergenze porta voti perché l’attivismo ad ogni disgrazia fa credere ai cittadini meno accorti che ci sia qualcuno che li accudisce, che si preoccupa per loro. Senza accorgersi che se fosse stata fatta una manutenzione e una prevenzione quei “danni del maltempo” non ci sarebbero stati.

È possibile che ad ogni pioggia leggermente più intensa si interrompano strade statali, provinciali, comunali, ci siano versanti che franano, ci siano corsi d’acqua che esondano, allagamenti, dissesti vari?


Dobbiamo usare il differenziazione montagna, dobbiamo trattenere nel bellunese TUTTO il gettito dei sovracanoni idrici delle grandi derivazioni idroelettriche anziché lasciarli a disposizione di chi regala le acque per produzioni extraprovinciali.

Serve un piano di manutenzioni straordinario e D-E-F-I-N-I-T-I-V-O.

Io voglio che venga fatto da chi la montagna la conosce, voglio che sia fatto dai bellunesi, non appaltato a chi cerca solo il collaudo di un lavoro per incassare ma non ci mette ne passione ne entusiasmo. Chi utilizza manodopera sottopagata, subappaltata all’infinito. 

Questo piano straordinario sarà un’occasione unica per creare nuovi posti di lavoro e poi mantenerli attraverso piani in grado di assicurare la continuità viaria.

SCUOLA

La scuola viene da un anno orribile, che però ci ha insegnato molto.

Dobbiamo costruire delle nuove occasioni per permettere alle famiglie di avere una scuola rispondente in termini di tempo, di occupazione una maggiore flessibilità. Si deve lavorare nella relazione tra scuola-lavoro e approfondire i temi della dispersione scolastica.

Dobbiamo lavorare sul tema degli insegnanti, sulla loro attività e cercare di costruire delle soluzioni che siano in grado di accompagnarli nel difficile mestiere di dare conoscenze e istruzione, ma anche costruire i cittadini di domani.

Abbiamo una grande responsabilità ma anche gli strumenti per poter rendere la scuola ancora più efficiente e pronta per il balzo che il futuro ci impone.

 

 IL FUTURO

Il futuro non lo aspettiamo: lo creiamo. 

Per questo motivo ho aderito all’invito di partecipare, per la parte di territorio e ambiente, allo sviluppo di un progetto nazionale che verrà presentato in autunno e che vede coinvolte finora una ventina di province. 

Tra queste voglio che la Provincia di Belluno sia tra le prime che utilizzino questo nuovo modello di sostenibilità ambientale, cura del territorio e applicazione delle nuove tecnologie.