Note conferenza stampa 28 agosto 2020

PREMESSA

È indispensabile che la Regione Veneto abbia la volontà, finora mai dimostrata, di procedere alla piena applicazione della Legge regionale 25/2014 che conferisce alla Provincia di Belluno “forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria” attraverso il trasferimento delle competenze e risorse.

La necessità che, nell’ambito dell’Intesa Stato – Regione del Veneto siano attribuite direttamente alla Provincia montana di Belluno le funzioni amministrative e regolamentari (ora statali) in ambiti strategici per lo sviluppo locale che ne rafforzano specificità e maggiore autonomia. 

È urgente procedere al riordino della governance territoriale, con riguardo a nuove relazioni tra i livelli Istituzionali, gli enti locali e la Provincia di area vasta.

RICORDO CHE

La legge 56/2014 (Delrio – capogruppo del Partito Democratico alla Camera ) disciplina le province con funzioni di Area vasta, riconosce la Provincia di Belluno interamente montana e confinante con stati esteri, attribuendole ulteriori funzioni fondamentali quali:
la cura dello sviluppo strategico

  1. la gestione dei servizi in forma associata
  2. la cura delle relazioni istituzionali con province e regioni a statuto speciale ed enti territoriali di altri Stati

SANITÀ E PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI CITTADINI
Siamo di fronte a continue evoluzioni che si traducono in un cambiamento dei bisogni sociali, sanitari, socio-sanitari e di inclusione e che determinano un significativo incremento delle persone e delle famiglie in carico alle amministrazioni comunali e alle aziende ULSS.

Lo spostamento dei pazienti crea enormi difficoltà di supporto parentale alle persone ricoverate: sono impensabili lunghi trasferimenti.

QUATTRO COSE IMPORTANTI

Ma prima cosa voglio ringraziare il personale sanitario, medico, paramedico e di assistenza per l’enorme lavoro che hanno svolto con dedizione e senza risparmio in occasione della pandemia di coronavirus. A loro va il mio personale pensiero e ringraziamento. 

  1. Ripristinare i parametri di differenziazione per la montagna rispetto alla pianura (in funzione della strutturazione demografica della nostra Provincia). Abbiamo bisogno di servizi ALMENO paragonabili agli altri territori regionali perché tutti i cittadini hanno pari dignità sociale (art. 3 Cost.)
  2. Aumento del budget economico della quota pro-capite per la montagna di almeno +25% rispetto  agli altri territori regionali. Rafforzo e potenziamento della Medicina del Territorio.
  3. Aumento dei posti letto assegnati alla montagna per acuti e post acuti rispetto a quelli assegnati agli altri territori regionali.
  4. Ridisegno della logistica di emergenza-urgenza per avere un tempo massimo per codici rossi e gialli equiparabile agli altri territori regionali. Servizi adeguati alla popolazione e ai luoghi

Lavoriamo sui piani di zona: la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (da coordinarsi con quelli sanitari e socio-sanitari), la legge 328/2000, all’articolo 19 prevede che i comuni associati provvedano, d’intesa con le aziende sanitarie, a definire dei piani di zona per gli interventi socio sanitari.
La stessa legge “promuove la partecipazione attiva dei cittadini, il contributo delle organizzazioni sindacali, delle associazioni sociali e di tutela degli utenti”.
Quindi “gli enti locali, le regioni e lo Stato, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione,delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose


IL FUTURO

Il futuro non lo aspettiamo: lo creiamo. 

Per questo motivo ho aderito all’invito di partecipare, per la parte di emergenze e ambiente, allo sviluppo di un progetto nazionale che verrà presentato in autunno e che vede coinvolte finora una ventina di province. 

Tra queste voglio che la Provincia di Belluno sia tra le prime che utilizzino questo nuovo modello di solidarietà sociale, socio assistenziale.

Un progetto che si occuperà di salute (tra cui prevenzione), sociale (persone in difficoltà dal punto di vista economico, sociale, relazionale per eventi imprevisti, povertà, perdita del lavoro, ecc.), persone con disabilità e anziani (con necessità di trasporti idonei, servizi su misura), ambiente (non è pensabile uno sviluppo della società senza una forte attenzione ai temi dell’ambiente  e del territorio) ed emergenze.
Metterà in rete le realtà già esistenti che vogliono farlo e formerà moltissime persone, puntando ai giovani, per essere attivi e pronti sul territorio.

Sono orgoglioso di far parte di questo progetto che voglio portare in Regione Veneto perché diventi la “buona pratica” da seguire e far seguire.

È un progetto ambizioso e di lungo respiro ma se non pensiamo al futuro e a come lo vogliamo saremo sempre a rincorrerlo.